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Aree tematiche: Appalti e contratti pubblici · Compliance normativa · Pubblica amministrazione

Anticorruzione: collaborazione del dirigente e giudice del lavoro

di: Rosalisa Lancia

Tempo di lettura:1–2 minuti

Il Tribunale di Pistoia (sent. 209/2022) ha stabilito che il dovere di collaborazione dei dirigenti verso il RPCT è un obbligo giuridico. L’omissione di informazioni sui contratti pubblici ostacola il sistema di prevenzione e comporta sanzioni disciplinari: l’anticorruzione è una responsabilità condivisa che richiede flussi informativi costanti.

Il dovere di collaborazione del dirigente verso il RPCT viene codificato in più parti della normativa di prevenzione della corruzione e nel codice dei dipendenti. Il Tribunale di Pistoia, con una sentenza della sezione del Lavoro (sent. n. 209/2022) ha affrontato in maniera chiara il tema del dovere di collaborazione dei dirigenti nei confronti del RPCT legittimando la comminazione della sanzione disciplinare in caso di accertata mancanza di supporto.

Fattispecie esaminata

Il Tribunale ha valutato la condotta di un dirigente che non aveva fornito adeguate informazioni al RPCT in sede di verifica del processo di affidamento di contratti pubblici, ostacolando l’attuazione delle misure di prevenzione della corruzione.

Il tribunale ha passato in rassegna preliminarmente il ruolo del RPCT e poi dei dirigenti.

Rispetto al RPCT ha ribadito che questi:

  • coordina, sollecita e monitora l’attuazione delle misure anticorruzione;
  • non ha poteri sanzionatori, ma necessita di flussi informativi costanti per operare;
  • in assenza di collaborazione da parte degli uffici, il sistema di prevenzione risulta svuotato di efficacia.

Rispetto ai dirigenti ha sottolineato che:

  • i dirigenti non sono destinatari passivi del piano anticorruzione;
  • devono fornire dati, segnalazioni e informazioni tempestive al RPCT;
  • rispondono anche sul piano disciplinare ed eventualmente contabile in caso di inerzia o reticenza.

Principio affermato dal Tribunale

Il Tribunale, avuto riguardo al sistema di prevenzione delineato dalla normativa e dai diversi PNA di ANAC ha affermato che:

  • la prevenzione della corruzione è responsabilità condivisa tra RPCT e dirigenti;
  • l’omissione di collaborazione integra violazione dei doveri d’ufficio, con conseguenze disciplinari ed erariali;
  • il RPCT non deve essere isolato ma supportato da un costante scambio informativo.

Conclusioni

La sentenza ribadisce che il dovere di collaborazione dei dirigenti verso il RPCT è un obbligo giuridico e organizzativo. La mancata collaborazione compromette il sistema anticorruzione e, considerate le previsioni normative a riguardo, comporta responsabilità disciplinari ed eventualmente contabili per i dirigenti inadempienti.
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