- Dalla trasparenza pubblicata alla trasparenza digitale
Il d.lgs. 33/2013 affida alla pubblicazione nella sezione “Amministrazione trasparente” uno dei principali strumenti attraverso i quali rendere conoscibile l’attività delle pubbliche amministrazioni e degli altri enti soggetti agli obblighi di trasparenza. il principio è semplice: determinati documenti, dati e informazioni relativi all’organizzazione, all’attività e all’utilizzo delle risorse pubbliche devono essere messi a disposizione di chiunque, secondo contenuti, tempi e modalità stabiliti dalla normativa e dagli atti di indirizzo dell’ANAC.Negli ultimi anni l’attenzione si è progressivamente spostata dalla mera pubblicazione del dato alla sua qualità. Non è sufficiente che un documento sia online: deve essere facilmente individuabile, correttamente collocato, aggiornato, comprensibile e accessibile.
È in questo percorso che si inseriscono la Piattaforma Unica della Trasparenza – PUT e TrasparenzAI, due strumenti predisposti da ANAC e destinati ad assumere un ruolo crescente nell’assolvimento degli obblighi di trasparenza e nella governance delle pubblicazioni.
I due strumenti sono strettamente collegati, ma hanno funzioni diverse. La PUT costituisce il punto unitario attraverso il quale ANAC raccoglie e mette in relazione dati e informazioni di trasparenza provenienti da diverse fonti. TrasparenzAI è invece uno specifico applicativo integrato nell’ecosistema della PUT, pur essendo raggiungibile anche autonomamente, e serve ad analizzare in modo automatico le sezioni “Amministrazione trasparente” dei siti istituzionali. La complementarità è quindi evidente: la PUT tende a favorire un accesso unitario ai dati, mentre TrasparenzAI consente di verificare automaticamente alcuni elementi della struttura delle sezioni pubblicate dagli enti.
La funzione della PUT e di TrasparenzAI non è sostituire gli obblighi previsti dal d.lgs. 33/2013, ma supportarne una migliore attuazione: facilitare la ricerca delle informazioni, aiutare amministrazioni e RPCT nelle verifiche e mettere a disposizione dell’Autorità strumenti più efficaci di monitoraggio. La digitalizzazione, in questo quadro, non è considerata un semplice supporto informatico, ma una vera leva della politica di trasparenza e prevenzione della corruzione.
Lasciando da parte i dettagli tecnologici sui quali si basa il funzionamento dei nuovi strumenti, ciò che interessa alle amministrazioni e, soprattutto, ai RPCT è che le informazioni pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” possono oggi essere individuate e analizzate anche attraverso sistemi automatici. Questa possibilità è coerente con la disciplina della trasparenza e, in particolare, con l’art. 9, comma 1, del d.lgs. 33/2013, che vieta alle amministrazioni di introdurre filtri o altre soluzioni tecniche che impediscano ai motori di ricerca di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”. Questa apertura all’indicizzazione costituisce il presupposto tecnico sul quale possono operare strumenti automatici di esplorazione e acquisizione dei contenuti. Web crawling e web scraping, oggi utilizzati nell’ecosistema digitale costruito da ANAC, si inseriscono quindi coerentemente in un modello normativo che richiede informazioni liberamente ricercabili e rintracciabili. In termini semplici, il web crawling consente la scansione automatica delle pagine e dei collegamenti presenti su un sito, mentre il web scraping permette di estrarre e organizzare determinate informazioni dalle pagine così individuate.
- PUT: un accesso più unitario alle informazioni di trasparenza
La Piattaforma Unica della Trasparenza è lo strumento attraverso il quale ANAC intende rendere più semplice e unitario l’accesso alle informazioni soggette agli obblighi di trasparenza. La sua funzione risponde a un problema molto concreto: i dati sono pubblicati da migliaia di amministrazioni ed enti, ciascuno attraverso il proprio sito istituzionale. Per cittadini, operatori e soggetti incaricati dei controlli, reperire e confrontare tali informazioni può quindi risultare complesso. La PUT mira a ridurre questa frammentazione, raccogliendo e mettendo in relazione informazioni provenienti da diverse banche dati pubbliche e dalle fonti utilizzate dall’Autorità.
Il PNA 2025 colloca dunque la PUT nell’ambito dell’obiettivo di semplificazione, digitalizzazione e interoperabilità tra banche dati, ai fini della raccolta e della consultazione delle informazioni pubblicate dalle amministrazioni. Il vantaggio della PUT può essere letto da tre prospettive:
- per il cittadino, rappresenta una modalità più semplice di ricerca delle informazioni;
- per amministrazioni e RPCT, può costituire un supporto alle attività di verifica e monitoraggio;
- per ANAC, consente di raccogliere, confrontare e analizzare quantità molto più ampie di informazioni e di sviluppare forme di controllo maggiormente automatizzate.
Ulteriore elemento centrale è la standardizzazione dei dati. Perché informazioni provenienti da amministrazioni diverse possano essere confrontate e utilizzate insieme è necessario che siano pubblicate secondo criteri quanto più possibile uniformi.
Da qui l’importanza crescente degli schemi di pubblicazione ANAC e, più in generale, della standardizzazione delle informazioni. Standardizzare significa organizzare i dati secondo una struttura comune, in modo che possano essere più facilmente consultati, scambiati, confrontati e acquisiti anche automaticamente. La documentazione tecnica dell’Autorità richiama, a questo fine, anche l’utilizzo di formati aperti e strutturati. È quindi opportuno che il RPCT, pur non dovendo possedere specifiche competenze informatiche, sia consapevole dell’importanza delle modalità tecniche di pubblicazione e del fatto che il modo in cui il dato viene pubblicato incide sempre più sulla sua effettiva fruibilità e verificabilità.
Quanto sopra merita un chiarimento essenziale: fermo restando lo scopo della PUT di rendere più facilmente raggiungibili e consultabili i dati pubblici, è necessario sapere che la piattaforma non sostituisce, allo stato, la sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale degli enti obbligati Finché non intervenga una modifica normativa che individui la PUT quale sede esclusiva di pubblicazione di dati, documenti e informazioni, amministrazioni ed enti continuano quindi a essere tenuti a istituire e alimentare la propria sezione AT con quanto previsto dal d.lgs. 33/2013. La PUT rappresenta dunque uno strumento aggiuntivo di accesso, integrazione e consultazione delle informazioni: non trasferisce ad ANAC l’obbligo di pubblicazione, che continua a gravare sull’amministrazione o sull’ente interessato.
Rispetto al funzionamento, la piattaforma si alimenta attraverso l’integrazione progressiva di dati già disponibili presso ANAC o acquisiti da altre banche dati pubbliche. Tra le fonti utilizzate figurano, tra le altre, la Banca dati nazionale dei contratti pubblici – BDNCP, la banca dati sulla Trasparenza dei servizi pubblici locali, i dati relativi alle attestazioni OIV, nonché dati provenienti da ISTAT, OpenBDAP, Indice IPA e SIOPE. La logica è quindi quella di un sistema destinato a crescere nel tempo, nel quale informazioni già presenti in differenti banche dati pubbliche possano essere progressivamente messe in relazione e rese disponibili attraverso un punto di accesso unitario.
- Le istruzioni ANAC per la nuova trasparenza digitale
All’utilizzo della piattaforma ANAC ha progressivamente affiancato una serie di strumenti di supporto.
Nell’agosto 2026 è stata resa disponibile l’ultima versione del Manuale Utente della PUT, pubblicata nella sezione “Guida utente” della piattaforma. Il portale dispone inoltre di una specifica sezione “Documenti”, nella quale vengono raccolti materiali e specifiche tecniche utili all’utilizzo e all’integrazione del sistema. Il Manuale non segna la nascita della PUT, già operativa dal settembre 2025, ma sistematizza le modalità di utilizzo della piattaforma e offre agli utenti un riferimento operativo unitario.
A questa documentazione si affianca la Guida Online del Portale Servizi ANAC – sezione “Amministrazione Trasparente”, aggiornata nel corso del mese di agosto 2026.
È importante distinguere i due strumenti:
- il Manuale PUT riguarda soprattutto il funzionamento e l’utilizzo della piattaforma;
- la Guida Online “Amministrazione Trasparente” raccoglie invece le indicazioni tecniche essenziali per la corretta implementazione e gestione della sezione AT e per l’inserimento dei dati nei relativi nodi.
La Guida affronta aspetti quali struttura delle informazioni, formati dei dati, raggiungibilità delle risorse, accessibilità, indicizzazione e specifiche degli schemi di pubblicazione.
Si tratta di indicazioni particolarmente rilevanti per chi gestisce tecnicamente i siti istituzionali, ma che hanno anche una chiara ricaduta organizzativa: la corretta attuazione degli obblighi di trasparenza dipende sempre più anche da come il sito e i dati sono tecnicamente strutturati.
- TrasparenzAI: il controllo automatizzato delle sezioni “Amministrazione trasparente”
Se la PUT tende a rendere più semplice l’accesso e il collegamento delle informazioni, TrasparenzAI è rivolto in modo più diretto alla loro verifica automatizzata. Lo strumento è stato sviluppato dal CNR nell’ambito della collaborazione istituzionale con ANAC ed è stato integrato nella Piattaforma Unica della Trasparenza il 19 settembre 2025.
TrasparenzAI analizza direttamente le sezioni “Amministrazione trasparente” dei siti istituzionali degli enti obbligati attraverso strumenti di web crawling e web scraping. Il funzionamento può essere descritto in modo semplice.
- Il sistema individua l’amministrazione e il relativo sito, raggiunge la sezione “Amministrazione trasparente” e ne analizza automaticamente la struttura.
- Verifica quindi la presenza e l’organizzazione delle sezioni e sottosezioni attese.
- L’attuale sistema utilizza 52 regole di conformità, attraverso le quali viene effettuata la verifica automatizzata.
- L’utente può ricercare un’amministrazione attraverso diversi criteri e consultare il risultato della verifica, compreso il cosiddetto albero delle regole, che rende visibile quali elementi siano stati correttamente individuati dal sistema.
TrasparenzAI può essere utilizzato sia come strumento di autocontrollo dell’ente, sia come supporto alle attività di verifica dell’Autorità. Un’amministrazione può infatti utilizzare TrasparenzAI per verificare come la propria sezione AT viene letta dal sistema e individuare eventuali anomalie nella struttura o nell’organizzazione dei contenuti. Lo strumento consente inoltre ad ANAC di automatizzare una parte significativa dell’attività di verifica su un numero molto elevato di enti.
L’utilità è quindi duplice: l’amministrazione può verificarsi; l’Autorità può controllare su larga scala. In questo senso si crea una corrispondenza sempre più stretta tra l’obbligo di pubblicare e la concreta possibilità di verificare automaticamente quanto pubblicato: più la pubblicazione è strutturata e leggibile dai sistemi automatici, più facilmente può essere sottoposta a monitoraggio.
È però importante non attribuire allo strumento una funzione che non possiede.
TrasparenzAI non certifica che l’amministrazione abbia correttamente adempiuto, sotto ogni profilo, a tutti gli obblighi di trasparenza. Il controllo automatizzato riguarda principalmente la struttura della sezione e la possibilità di individuare determinate parti e informazioni. La presenza di una sottosezione non consente, da sola, di stabilire se il documento pubblicato sia corretto, completo, aggiornato, pertinente o legittimamente diffuso.Rimane quindi necessario il controllo sostanziale dell’amministrazione e del RPCT.
TrasparenzAI deve essere considerato uno strumento di supporto alla verifica, non un sostituto delle responsabilità organizzative e dei controlli previsti dal sistema.
- PUT e TrasparenzAI nella strategia del PNA 2025
La rilevanza dei due strumenti va letta alla luce del PNA 2025.
Il nuovo Piano costruisce per il triennio 2026-2028 una strategia articolata in linee strategiche, obiettivi, azioni, risultati attesi e indicatori. Una delle caratteristiche del nuovo approccio è proprio il maggiore utilizzo della digitalizzazione quale leva di prevenzione.
La Linea strategica 1 riguarda direttamente la trasparenza e prevede interventi destinati a semplificare e razionalizzare la pubblicazione delle informazioni, favorirne l’accessibilità e utilizzare strumenti digitali per migliorarne consultazione e controllo.
PUT e TrasparenzAI costituiscono quindi applicazioni concrete di questa strategia.
Per le amministrazioni il cambiamento non consiste nell’introduzione di nuovi obblighi di pubblicazione, ma nel progressivo consolidarsi di nuove modalità di verifica degli obblighi già esistenti.
Questo rende ancora più importante il ruolo del RPCT: il controllo sulla trasparenza non può limitarsi alla verifica formale che un documento sia presente sul sito. Occorre assicurare che le informazioni siano correttamente organizzate, aggiornate, facilmente accessibili e pubblicate secondo modalità coerenti con le indicazioni dell’Autorità.
- Dalla pubblicazione al controllo
PUT e TrasparenzAI mostrano con particolare chiarezza la direzione nella quale sta evolvendo il sistema della trasparenza amministrativa.
L’obbligo giuridico continua a essere quello previsto dal d.lgs. 33/2013: pubblicare correttamente dati, documenti e informazioni nella sezione “Amministrazione trasparente”. Ciò che cambia sono gli strumenti attraverso i quali tali informazioni possono essere trovate, consultate e controllate.
La digitalizzazione consente di collegare dati provenienti da fonti diverse, verificarne alcuni elementi automaticamente e svolgere attività di monitoraggio su una scala molto più ampia rispetto al passato. La tecnologia non sostituisce quindi il controllo umano, ma lo affianca e, per certi versi, lo sollecita. La verifica automatica può segnalare un’anomalia; resta poi all’amministrazione e ai soggetti competenti accertarne le ragioni e verificare la correttezza sostanziale della pubblicazione. È però evidente che la capacità di controllo, sostenuta proprio dalla PUT e da TrasparenzAI, è destinata ad aumentare: più le informazioni vengono pubblicate secondo criteri uniformi e in forme facilmente individuabili dai sistemi automatici, più diventa possibile effettuare verifiche sistematiche e confronti tra amministrazioni.
In questa ottica, PUT e TrasparenzAI costituiscono un segnale molto concreto dell’evoluzione delle attività di monitoraggio e vigilanza dell’ANAC. La trasparenza continua a nascere dalla corretta organizzazione e pubblicazione delle informazioni da parte dell’ente; la digitalizzazione consente oggi di renderla più facilmente accessibile e, allo stesso tempo, più facilmente controllabile.
- Le regole tecniche diventano anche regole organizzative
La Guida Online “Amministrazione Trasparente” pubblicata da ANAC rende evidente un ulteriore aspetto: una parte della corretta gestione della trasparenza dipende ormai anche dal rispetto di specifiche tecniche di pubblicazione. ANAC ha formalizzato indicazioni su struttura dei dati, formati aperti, modalità di esposizione, raggiungibilità delle risorse, standardizzazione e progressiva applicazione degli schemi di pubblicazione.
In sintesi, le principali indicazioni della Guida possono essere ricondotte ai seguenti ambiti:
AMBITO |
INDICAZIONE OPERATIVA |
Struttura della sezione AT |
Corretta organizzazione dell’alberatura e collocazione dei dati nelle sottosezioni previste |
Qualità dei dati |
Informazioni complete, aggiornate, comprensibili, facilmente accessibili e riutilizzabili |
Formati |
Utilizzo di formati aperti e, ove possibile, strutturati e leggibili automaticamente |
Accessibilità e indicizzazione |
Dati e documenti liberamente raggiungibili e ricercabili anche attraverso i motori di ricerca |
Standardizzazione |
Organizzazione uniforme dei dati per favorire interoperabilità, acquisizione automatica e confronto |
Monitoraggio |
Specifiche tecniche funzionali anche ai processi di controllo e verifica delle pubblicazioni |
Per il RPCT non si tratta di diventare un tecnico informatico. Si tratta però di assicurarsi che tali indicazioni siano conosciute e applicate da chi materialmente gestisce il sito istituzionale. Ne deriva una conseguenza organizzativa molto concreta: le specifiche ANAC devono essere trasferite anche ai provider informatici, ai gestori del sito e agli uffici che curano la pubblicazione, affinché la struttura tecnica della sezione “Amministrazione trasparente” sia coerente con il quadro regolatorio e consenta ai nuovi strumenti di rilevare e utilizzare correttamente le informazioni. La gestione della trasparenza diventa così sempre più un’attività condivisa tra RPCT, uffici detentori dei dati e soggetti tecnici incaricati della pubblicazione.
È proprio in questa integrazione tra contenuto giuridico, organizzazione e tecnologia che si gioca una parte importante dell’effettività del nuovo sistema.
Proprio per questo può essere opportuno che il PTPCT o, per le amministrazioni soggette a tale disciplina, la sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO contengano un richiamo espresso alle modalità tecniche di pubblicazione indicate dall’ANAC, almeno per quanto attiene ai criteri di qualità, accessibilità e organizzazione dei dati.
Nella stessa sede, PUT e TrasparenzAI possono essere inseriti tra gli strumenti utilizzati dall’ente per le attività periodiche di autocontrollo della trasparenza, prevedendone l’impiego nell’ambito del monitoraggio programmato dal RPCT.
In questo modo le indicazioni tecniche dell’Autorità non rimangono confinate alla gestione informatica del sito, ma entrano stabilmente nel sistema organizzativo della prevenzione della corruzione e della trasparenza.







